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Salento Dinamico

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Un’attenta analisi del territorio salentino ha generato un esito alquanto sconcertante e anacronistico di una terra ubicata agli antipodi del progresso. L’assente dinamismo arreca un’enorme difficoltà ad avviare un organico coadiuvante di assemblaggio tra le realtà territoriali, che valorizzerebbe una conformazione innovatrice del territorio. Il progetto tende a realizzare un Salento cosmopolita all’avanguardia, al fine di debellare i dislivelli di un letargico sviluppo, che decelera un incremento geografico nei settori politici, sociali, culturali, energetici, industriali, agricoli, turistici ed istituzionali.
La realizzazione concerne impegno collettivo da attuare in peculiari parametri e fasi lineari:

1. RISTRUTTURAZIONE DELLA GEOGRAFIA POLITICA TERRITORIALE

1.1 Istituire una squadra di tecnici e politici esperti per una capillare analisi del territorio.

1.2 Riassetto degli organi istituzionali comunali e politici nelle diverse entità ubicate in una dispersiva rete comunale da coordinare in un unico settore definito “Unione di Comuni” in base alla disposizione ottimizzata della geografia locale politica.

 

2. TRASFORMAZIONE DA PICCOLE COMUNITA’ A GRANDI CITTA’

2.1 Ricerca, scelta e creazione di nuovi centri urbani all’interno del territorio delle Unioni.

2.2 Centro territoriale dei servizi civico-istituzionali.

2.3 Trasformazione urbana di nuove aree di aggregazione.

 

3. TRASPORTO MODULARE

3.1 Creazione di una rete funzionale di trasporti pubblici interni tra le comunità delle nuove grandi città.

3.2 Creazione dei collegamenti tra le varie grandi città.

Fase 1: RISTRUTTURAZIONE DELLA GEOGRAFIA POLITICA TERRITORIALE

1.1 Istituire una squadra di tecnici e politici esperti per una capillare analisi del territorio.

Di tutte questa è la fase più fondamentale per determinare quali siano le strategie territoriali da percorrere, capaci di fungere da volano al territorio salentino.
Importante in questo passaggio è una stretta collaborazione con l’Università del Salento, perchè primaria risorsa esistente nell’area provinciale, per quanto riguarda il settore della formazione.
La squadra di tecnici deve essere in grado di studiare attentamente ogni forma di peculiarità caratterizzante la determinata area territoriale, in modo tale da sfruttarne in maniera ottimale le potenzialità derivate da essa, valorizzando al massimo i percorsi di studio in funzione alle caratteristiche territoriali e strategiche.

1.2 Riassetto degli organi istituzionali comunali e politici nelle diverse entità ubicate in una dispersiva rete comunale da coordinare in un unico settore definito “Unione di Comuni” in base alla disposizione ottimizzata della geografia locale politica.

La strategia attuata da alcune passate amministrazioni che ha favorito la formazione delle Unioni di Comuni è stata una scelta lungimirante, anche se al momento, a causa di una errata lettura della geografia politico-territoriale, gli effetti desiderati non sono stati del tutto raggiunti.
Quindi, ora, attraverso lo studio proposto nel punto 1.1, si vede l’esigenza di riassettare le Unioni, in maniera omogenea, rispettando le peculiarità strategiche in funzione alle distanze chilometriche, al numero complessivo di abitanti ed alle caratteristiche del territorio del comune capofila, affinchè i comuni che compongono le varie unioni possano interagire tra di essi sfruttando al 100% le loro potenzialità.
Per far si che l’unione possa organizzarsi, si consiglia un numero di abitanti da un minimo di 25.000, ad un massimo di 40.000.

Fase 2 TRASFORMAZIONE DA PICCOLE COMUNITA’ A GRANDI CITTA’

2.1 Ricerca, scelta e creazione di nuovi centri urbani all’interno del territorio delle Unioni

A questo punto sono le istituzioni presenti in ogni unione di comuni che dovranno intervenire, individuando politicamente le zone capaci di fungere come centro strategico per favorire l’accorpamento dei servizi per il territorio.

2.2 Centro territoriale dei servizi civico-istituzionali.

Definiti e realizzati i nuovi centri, bisogna preoccuparsi di generare aree che possano accorpare quei servizi che oggi si presentano in maniera frammentata nel territorio, e di conseguenza dispersivi. Ora verrà applicato il sistema politico ed elettorale già collaudato nelle città, quindi il sistema di elezioni a modello proporzionale. Così facendo riusciamo a ridurre ogni forma di spreco di denaro pubblico e privato. I poteri decisionali che oggi appartengono ai singoli comuni, dovranno essere trasferiti all’esecutivo dell’unione. In questo modo non si fa altro che cambiare la politica gestionale del territorio. Ogni comune verrà dotato di un esecutivo interno, in proporzione al numero di abitanti, per dare corso ad opere di prima necessità e di pronto intervento con dei budget predefiniti, adottando gli stessi principi di una città: nei corpi di polizia urbana, forze dell’ordine, pretura, trasporti urbani, istituti scolastici, servizi socio-sanitari, nettezza urbana, smaltimento rifiuti, depuratori di acque reflue, centrali energetiche e fonti di energia alternativa, pianificazione urbanistica del territorio, ecc.

2.3 Trasformazione urbana di nuove aree di aggregazione.

Una volta formato il governo dell’unione, sarà suo compito individuare le varie aree nelle quali realizzare, in maniera centralizzata, i centri di aggregazione, quali:

– ludico-sportivi: impianti sportivi, piazze, parchi, piste ciclabili, locali di intrattenimento, cinema, spazi per grandi eventi, ecc;

– zone industriali: trasformazione dei prodotti della terra, terracotta ed oggettistica, trasformazione prodotti ittici, produzione mobili, ecc;

– zone artigianali: autofficine, autocarrozzerie, autolavaggi, tappezzerie, marmerie, gommisti, infissi, vetrerie, metalmeccanica, panifici, caseifici, ecc;

– zone commerciali: centro commerciale, commercio all’ingrosso, mobilificio, concessionarie, mercato ittico, centro ortofrutticolo, ecc.

Questo è il metodo da adoperare per poter concentrare, e non disperdere a macchia di leopardo, le attività territoriali. Lo stesso favorisce inoltre l’integrazione e l’interazione sociale delle diverse comunità. Così facendo verrà programmato il ripristino dei luoghi e di stabili storici da utilizzare per sale da ricevimento, centri congressuali, centri culturali, biblioteche, mediateche, locali di intrattenimento, ecc.

Fase 3: TRASPORTO MODULARE

3.1 Creazione di una rete funzionale di trasporti pubblici interni tra le comunità delle nuove grandi città.

A questo punto, una volta realizzate le precedenti fasi, si rende necessario il collegamento interno tra i vari territori, quindi ogni unione dovrà dotarsi di un sistema di trasporto adeguato al territorio urbano ed extraurbano, per favorire la fruibilità delle aree descritte nella Fase 2.
I servizi di trasporto che potranno essere utilizzati sono: monorotaia di superficie, tram, bus, mezzi elettrici, servizi navetta, ecc.
Questi servizi devono essere affidati ad aziende residenti in ogni singola unione, per favorire l’imprenditoria giovanile.

3.2 Creazione dei collegamenti tra le varie grandi città.

Per completare l’opera, ed unire e collegare il Salento tutto, occorre creare una nuova rete ferroviaria, servendosi anche di quella pre-esitente, che colleghi tutti i centri delle unioni di comuni, per rendere confortevole ed autosufficiente, sia il cittadino salentino, che il turista che viene a visitare la nostra terra. La realizzazione di una rete di mezzi urbani pubblici contribuisce a facilitare il progetto ecologico e stagnare l’emorragia delle vittime del sabato sera.
Facendo presente che, le nostre strade provinciali, sono diventate luogo di innumerevoli incidenti stradali, molti a causa di barriere architettoniche ed alberi piantati sui cigli delle strade. Quindi, nel frattempo che il progetto si realizzi, azione primaria da compiere, è la messa in sicurezza delle stesse.

Progetto ideato e scritto da Claudio e Francesco Giannetta – Gennaio 2009