Libero Stato

Guardando da una diversa angolazione, da un punto radicalmente opposto rispetto a quello attuale che ci avvolge integralmente, si vedrà chiaramente che il Sistema Elettivo e Governativo del nostro paese è poco democratico, autolimitante, latentamente discriminante, irrispettoso perchè di parte. Limita fortemente molte libertà!

Cioè, spiegandola nel concreto, il tutto si svolge nelle seguenti fasi:

  • fase 1: Scherarsi, integrarsi e omologarsi interamente a favore di un partito, il quale si prende la briga di indottrinare i “Tesserati”, manipolati a loro insaputa, ai quali viene mostrato l’altro come il nemico da abbattere;
  • fase 2: Conclusa la precedente fase, si è pronti alla competizione per competere contro l’avversario, non per costruire un futuro comune, ma per distruggere la dignità del prossimo, perchè l’avversario è il prossimo. Sancendo così le basi per la discriminazione, l’intolleranza, la mancanza di rispetto, la non inclusività sociale.
  • fase 3: Questa si chiama fase Amministrativa, fase nella quale, tutte le negatività descritte nel precedente punto, vengono amplificate all’ennesima potenza, perchè, una volta avvenute le elezioni, non è semplicemente il singolo candidato ad essere eletto liberamente ed in maniera svincolata per i risultati ottenuti, ma si è vincolati al risultato dell’intero contenitore, si è vincolati al partito e quindi bisogna favorire gli interessi dello stesso.

Si ha così una premialità errata del volere democratico dei cittadini, che svilisce la meritocrazia del singolo individuo.

Per avere una perfetta e libera democraticità della vita sociale, invece, si ritiene sia più giusto adottare il seguente sistema elettorale, svincolato da logiche “partigiane” di sorta, da realizzarsi seguendo i seguenti punti:

  1. I partiti devono categoricamente smettere di essere aggregatori di masse, per divenire contenitori di tecnici ed intellettuali che, dal confronto dei quali, devono far partorire quello che sarà il programma della attività amministrativa.
  2. I partiti, una volta forgiato il programma, sceglieranno, tra i membri, un rappresentante, il quale dovrà fungere da garante per il perseguimento amministrativo delle linee programmatiche contenute nel programma, e sarà anche il candidato a presidente.
  3. Dovrà altresì essere formato un unico Organo Popolare, distante da ideologie politiche, gestito e monitorato imparzialmente dallo Stato e dal Presidente della Repubblica, il compito del quale dovrà essere la formazione e la valutazione di tutti coloro i quali dovranno divenire i futuri amministratori, i quali prima di passare direttamente ad amministrare la cosa pubblica, dovranno fare pratica, attraverso strutture associative.
  4. Al momento delle elezioni sarà quest’organo a scegliere coloro i quali si son distinti nelle attivià associative, ed insieme al candidato presidente, garante del programma che si dovrà attuare, il popolo sceglierà liberamente coloro che saranno gli amministratori della cosa pubblica, che verranno eletti individualmente per il maggior numero percentuale di voti senza logiche partitocratiche.
  5. Successivamente, venendo a cadere le barriere ideologico-partigiane dei movimenti massificanti, caratterizzanti l’attuale sistema, si potrà fare un passo avanti verso una ulteriore democraticità e libertà di pensiero agli individui, lasciando ai partiti semplicemente il compito di formulare il programma amministrativo che i cittadini dovranno votare, cosìcchè il presidente dovrà essere eletto da e tra i cittadini che son stati eletti dal popolo per amministrare la cosa pubblica. Verrà così demandato all’Organo Popolare ed al Presidente della Repubblica il compito di fungere da garante per il perseguimento dei punti programmatici del programma eletto dai cittadini.

Questo è il sistema democratico, capace di garantire la premialità dell’individuo, senza le discriminazioni del sistema maggioritario o proporzionale, che premiano la coalizione, ed/o il gruppo.
Con questo metodo si garantisce la piena democraticità del sistema governativo e sociale, liberando lo stato dalle faziosità e dagli interessi di parte.