Primo passo verso la nuova legge elettorale

Dopo circa due anni di assenza da questo blog, rieccomi a fare un’analisi su quanto accaduto e sulle direzioni che la società italiana sta cominciando a prendere. Sembra che l’attuale asse politico-istituzionale abbia preso spunto dai pochi post presenti in questo blog.

Non ho scritto nel frattempo perchè dopo circa un mese da quando scrissi il post “Libero Stato” è cominciato il terremoto politico istituzionale che ha sancito la rottura definitiva tra Fini e Berlusconi, che ha dato vita al nuovo organismo politico Futuro e Libertà. Organismo che sta cercando di traghettare la scena politica italiana in una fase nuova, degna del nuovo millennio iniziato ormai 12 anni fa.

Viviamo ancora gli strascichi del vecchio secolo, ma ormai i nuovi scenari si sono aperti e si stanno creando prospettive per l’inserimento attivo delle nuove generazioni, fino a qualche tempo fa relegate ad essere semplici spettatori di quanto stava accadendo nel paese.

Fortunatamente qualcosa si è smosso, c’è stata una vera presa di coscienza che ha fatto sì che Berlusconi si dimettesse da Presidente del Consiglio facendo subentrare un tecnico di nome Mario Monti, il quale, con non poche difficoltà, sta aiutando il paese ad uscire da una profonda crisi fino ad allora tenuta nascosta. Cerca anche di far maturare la coscienza civica dei cittadini e dei politici, e sprona affinchè si creino le condizioni di libertà reale di cui la società ha bisogno da tempo. Il popolo italiano, però, non essendo pronto a questo cambiamento repentino, ha paura della conformazione delle nuove regole, percependole come pericolo e non come opportunità,  in quanto di fatto portano meno garanzie ma più flessibilità in ambito lavorativo, sbloccando una società ormai statica e grigia trasformandola in una vera dinamo sociale.

Possiamo dire con fierezza che l’idea paese descritta in pochi punti dai precedenti post di MondoNuovo sta prendendo forma, anche per quanto riguarda la legge elettorale.

Di seguito riporto l’articolo scritto da Claudio Cerasa nel suo blog Cerazade riguardo L’accordo sulla legge elettorale, riservandomi di affrontare in un altro momento l’argomento con una attenta ed accurata analisi:

Il comunicato ufficiale che i leader dei tre partiti che fanno parte della maggioranza di governo hanno fatto diramare poche ore fa in merito all’accordo sulla legge elettorale prevede, in sostanza, tre cose fondamentali, che sono queste.

Primo: “La restituzione ai cittadini del potere di scelta dei Parlamentari” (che tradotto significa eliminazione del Porcellum e introduzione di un sistema uninominale che dovrebbe ridare ai cittadini il potere di scelta dei parlamentari).

Secondo: “Un sistema non più fondato sull’obbligo di coalizione” (che tradotto significa che le coalizioni verranno formalizzate, e fatte, dopo il risultato elettorale, e non invece prima come accaduto negli ultimi anni).

Terzo: “L’indicazione del candidato premier” (che tradotto significa che il leader del partito che prenderà più voti sarà il candidato premier)

Quarto: “Una soglia di sbarramento e il diritto di tribuna” (che tradotto significa dare la possibilità anche ai piccolissimi partiti di essere rappresentati in Parlamento e dare la possibilità ai partiti medi, attraverso uno sbarramento non troppo alto, di avere una buona rappresentanza e non fare la fine della Sinistra Arcobaleno).

Tra le cose che non vengono dette dal comunicato dei tre leader ce ne sono alcune implicite che vale la pena di spiegare.

Primo: se passa questo modello elettorale (che in fin dei conti è un tedesco corretto) il risultato sarà che la scelta delle coalizioni e del candidato premier avverrà dopo le elezioni, e non prima, e di fatto questo è un successo anche del partito che sogna di poter dar vita dopo Monti a un altro Monti (il partito della grande coalizione).

Secondo: se passa questo modello elettorale naturalmente un ruolo importante lo avrà il grande centro di Casini, che dopo le elezioni potrà scegliere da che parte stare (e non prima).

Terzo: se passa questo modello elettorale sarà contenta anche la Lega, che in questo modo potrà andare da sola alle elezioni con un proprio candidato premier.

Quarto: se passa questo modello elettorale (che dà la possibilità al leader del partito che prende più voti di essere di fatto il candidato alla presidenza del consiglio) succede che di fatto perdono di valore le primarie di coalizione, e questo significa che il centrosinistra prima delle prossime elezioni o fa primarie di partito oppure non fa proprio nulla.